Aderenza alle linee guida perinatali e benessere psicologico dei genitori

I risultati dello studio CLASS di CiaoLapo pubblicati su Birth

by Fondazione CiaoLapo

È stato pubblicato sulla rivista Birth: Issues in Perinatal Care (Wiley, Open Access) il nostro studio CLASS (CiaoLapo Stillbirth Support). Insieme alla partecipazione alle due Lancet Stillbirth Series (2011 e 2016) e alla ricerca condotta sulla tutela della gravidanza durante la pandemia, questo lavoro si colloca tra i contributi a cui teniamo di più. È il frutto di anni di raccolta e di analisi: i risultati preliminari sono stati discussi via via ai congressi dell’International Stillbirth Alliance di Cork, Glasgow e Madrid, e all’ISPID di Firenze, dove il confronto con la comunità scientifica internazionale ci ha aiutato a metterli a punto.

Le linee guida internazionali sull’assistenza dopo la morte in utero raccomandano da tempo una serie di pratiche: una comunicazione rispettosa, la possibilità di creare ricordi del bambino, un percorso di follow-up dopo la dimissione. Queste raccomandazioni si fondavano sul consenso degli esperti e su studi qualitativi, e ormai veramente in pochissimi mettevano in dubbio che fossero utili. Mancava però una verifica fatta con esiti clinici: una misura di quanto, e in che modo, ricevere quell’assistenza si riflette davvero sulla salute mentale delle donne.

La checklist CLASS

Per misurare l’aderenza alle linee guida abbiamo perciò sviluppato la checklist CLASS, uno strumento che raccoglie sessanta elementi tratti dalle principali linee guida internazionali, quelle australiane, canadesi, irlandesi e britanniche. I sessanta item sono organizzati in sei aree:

  • il rispetto verso il bambino e i genitori,
  • la comunicazione,
  • le opzioni legate al parto,
  • l’assistenza durante il ricovero,
  • la creazione dei ricordi e
  • il follow-up.

La checklist CLASS non rappresenta chiaramente una linea guida in senso normativo, ma è un modo per rendere osservabili, una per una, le pratiche che dovrebbero accompagnare ogni genitore in questa circostanza. È disponibile gratuitamente, in italiano e in inglese, su www.class.ciaolapo.it.

Lo studio appena pubblicato fa parte del progetto OPALE (Observatory on PerinatAL hEalth), l’osservatorio permanente sulla salute perinatale del laboratorio PeaRL congiuntamente fondato da CiaoLapo e dall’Università di Firenze. I dati qui analizzati sono stati raccolti tra il 2021 e il 2022.

Che cosa è emerso

Hanno completato il questionario 261 donne che avevano vissuto una perdita dopo la ventesima settimana di gestazione, comprese le interruzioni per patologia, negli ultimi dieci anni. La distribuzione del campione sull’intero territorio nazionale si è rivelata una risorsa importante: in Italia la qualità dell’assistenza varia molto da regione a regione, e questo ci ha permesso di confrontare esperienze diverse tenendo sotto controllo le altre variabili.

Il punteggio medio di aderenza è risultato 1,96 su una scala da 0 a 4, con un divario marcato tra Nord (2,32) e Sud (1,48). Gli aspetti più rispettati riguardano le opzioni legate al parto, mentre le lacune più ampie si concentrano sulla creazione dei ricordi, sul rispetto verso il bambino e sul follow-up. I compiti più tecnici vengono assolti meglio di quelli relazionali, che pure incidono in profondità sul vissuto delle famiglie e che dipendono soprattutto dalla formazione del personale e dalla presenza di protocolli nei reparti.
Il risultato più importante è probabilmente la relazione lineare che abbiamo individuato tra il numero di item rispettati e gli esiti psicologici:

più cresce l’aderenza alle linee guida, più diminuiscono i sintomi di lutto e di disturbo post-traumatico da stress.

In particolare, rispettare almeno quaranta dei sessanta item si associa, in modo indipendente dalle altre variabili, a una probabilità di percepire l’assistenza come rispettosa pari a 3,6 volte quella di chi ne ha ricevuti meno, oltre che a livelli più bassi di lutto e a sintomi post-traumatici ridotti. Quaranta item su sessanta non sono certamente la perfezione, neanche vi si avvicinano, ma rappresentano comunque una soglia raggiungibile, che segna una differenza misurabile nell’assistenza e nel benessere delle donne colpite da morte endouterina.

La direzione per il futuro

Lo studio non si è fermato ai dati del biennio 2021-2022. La raccolta è proseguita e sta ancora proseguendo all’interno del progetto OPALE, e stiamo già analizzando un insieme di dati più ampio che permette di rispondere anche a domande più articolate. I risultati che si delineano sono interessanti e saranno oggetto di prossime pubblicazioni.

Nel frattempo, ciò che è già pubblicato offre una base solida per un passaggio decisamente necessario: tradurre le linee guida internazionali in formazione continua, in protocolli di reparto e in criteri condivisi per valutare la qualità dell’assistenza al lutto perinatale in Italia.

La differenza tra un’assistenza che lascia sole le famiglie e una che le accompagna non è una questione di sensibilità individuale degli operatori, ma di organizzazione, di preparazione e di scelte che il sistema sanitario può compiere.

Puoi leggere l’articolo completo su Birth:

Ravaldi C, Roper F, Mosconi L, Vannacci A. Adherence to Stillbirth Guidelines and Women’s Psychological Well-Being: The CLASS (CiaoLApo Stillbirth Support) Cross-Sectional Study. Birth. 2026. https://doi.org/10.1111/birt.70087

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