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Fondazione CiaoLapo ETS
ricerca e alta formazione per la salute perinatale
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Approfondimenti

Vaccinarsi in gravidanza: il punto nel 2026

by Fondazione CiaoLapo 16/08/2026
written by Fondazione CiaoLapo

di Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci

A seguito di alcune nuove ricerche scientifiche è giunto il momento di aggiornare l’articolo che avevamo scritto durante la pandemia sulle vaccinazioni contro COVID e influenza in gravidanza, ad uso degli operatori e dei genitori che orbitano intorno a CiaoLapo. In questi anni sono uscite diverse analisi di registri di sicurezza, grandi studi di coorte internazionali sulle malformazioni dopo l’esposizione nel primo trimestre e i primi studi sullo sviluppo dei bambini seguiti dopo la nascita. Grazie a questi, oggi possiamo rispondere a domande che fino a poco tempo fa restavano aperte.

Inoltre, con l’approvazione del primo vaccino a mRNA per l’influenza (che NON riguarda la gravidanza, essendo autorizzato solo per gli adulti dai 50 anni in su) sono cominciate a ricircolare sui social voci completamente prive di fondamento sulla presunta pericolosità di diverse vaccinazioni. Pensiamo sia importante fare chiarezza, per evitare che alcune donne, mal consigliate da una disinformazione dilagante, possano averne un danno.

La prevenzione e la terapia delle malattie infettive in gravidanza sono trattate in uno dei moduli del Corso di Perfezionamento I Primi Mille Giorni organizzato dall’Università di Firenze e da CiaoLapo

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Lo studio RESPeC-ToP: assistenza rispettosa nella interruzione di gravidanza per anomalia fetale

by Fondazione CiaoLapo 04/07/2026
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È appena stato pubblicato sull’European Journal of Midwifery lo studio RESPeC-ToP (Respectful Care in Termination of Pregnancy), condotto dal gruppo di ricerca della Fondazione CiaoLapo ETS in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e altre università italiane (Milano Bicocca, Parma e Verona). Lo studio esplora, per la prima volta in modo sistematico nel contesto italiano, la conoscenza del quadro normativo, le pratiche di cura e le esperienze emotive dei professionisti sanitari che assistono coppie che affrontano una interruzione di gravidanza a seguito di diagnosi di anomalia fetale.

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Aderenza alle linee guida perinatali e benessere psicologico dei genitori

by Fondazione CiaoLapo 22/06/2026
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È stato pubblicato sulla rivista Birth: Issues in Perinatal Care (Wiley, Open Access) il nostro studio CLASS (CiaoLapo Stillbirth Support). Insieme alla partecipazione alle due Lancet Stillbirth Series (2011 e 2016) e alla ricerca condotta sulla tutela della gravidanza durante la pandemia, questo lavoro si colloca tra i contributi a cui teniamo di più. È il frutto di anni di raccolta e di analisi: i risultati preliminari sono stati discussi via via ai congressi dell’International Stillbirth Alliance di Cork, Glasgow e Madrid, e all’ISPID di Firenze, dove il confronto con la comunità scientifica internazionale ci ha aiutato a metterli a punto.

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Abbracci di Storie

by Fondazione CiaoLapo 11/06/2026
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Abbracci di storie è un progetto ideato da Claudia Ravaldi, nato nel 2023, promosso e finanziato dalla Fondazione CiaoLapo ETS e finalizzato alla promozione del benessere e alla riduzione dello stress nei reparti di ostetricia, ginecologia e area neonatale, attraverso la lettura ad alta voce e la biblioterapia con albi illustrati.

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Qualità dell’Assistenza Perinatale e Sintomi di Stress Post-traumatico

by Fondazione CiaoLapo 14/05/2026
written by Fondazione CiaoLapo

Elisa Lepore, laureanda in Psicologia Clinica e della Salute e Neuropsicologia presso l’Università degli Studi di Firenze, ha condotto la sua tesi magistrale con CiaoLapo ETS, esplorando il rapporto tra la qualità dell’assistenza ricevuta durante il percorso perinatale e l’insorgenza di sintomi post-traumatici.

Il titolo della tesi è Qualità dell’Assistenza Perinatale e Sintomi Post-traumatici: un’indagine empirica, e il lavoro si inserisce in una linea di ricerca che da anni CiaoLapo porta avanti insieme alla comunità scientifica internazionale: quella che mette al centro non solo l’esito clinico della gravidanza, ma l’esperienza vissuta dalla donna all’interno del sistema sanitario.

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Giulia D’Adamo, Andrea Dall’Asta, Martina Ardizzi, Sara Sorrentino, Valentina Mora, Giulia Arenare, Piernicola D’Amario, Mariagrazia Capurso, Francesca Ferroni, Dmitri Ollari Ischimji, Claudio Ferrari, Tullio Ghi, Vittorio Gallese, Prenatal behavioral contagion through maternal yawning and fetal resonance, Current Biology, 2026, , ISSN 0960-9822, https://doi.org/10.1016/j.cub.2026.04.025.
Approfondimenti

Quando la mamma sbadiglia, anche il bambino sbadiglia

by Fondazione CiaoLapo 09/05/2026
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di Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci

È da poco uscito su Current Biology un articolo del gruppo di Vittorio Gallese, dell’Università di Parma, intitolato Prenatal behavioral contagion through maternal yawning and fetal resonance (D’Adamo et al., 2026). In questo studio, trentasei donne fra la ventottesima e la trentaduesima settimana di gravidanza hanno guardato dei video con persone che sbadigliano (come già sappiamo, lo sbadiglio è ‘contagioso’): nel frattempo l’ecografia registrava in tempo reale l’attività della bocca del bambino in utero. I ricercatori hanno osservato che quando la madre sbadiglia, anche il bambino tende a sbadigliare, con un tempo di latenza ricorrente dopo lo sbadiglio della madre, e con una struttura del movimento che è sovrapponibile a quella adulta. Gli autori hanno definito questa situazione “contagio fisiologico intrauterino”: attraverso vie biomeccaniche e ormonali condivise fra il corpo della madre e quello del bambino i due “sistemi” comunicano e si condizionano.

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Alta Formazione

Corso di formazione “La morte in attesa” – Seconda edizione

by Fondazione CiaoLapo 29/12/2025
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Destinatari: il corso è riservato al personale sanitario e ai professionisti della relazione d’aiuto

Modalità: Il corso, in modalità mista, (10 moduli FAD registrati e 3 moduli finali in diretta online) si svolge dal 13 Marzo 2026 al 9 Ottobre 2026.

Durata: 50 ore suddivise tra:  videolezioni (26 ore), autoapprendimento (10 ore), discussione e supervisione dei casi in diretta (14 ore) nelle date: 11 settembre, 18 settembre, 9 ottobre dalle 15 alle 19

Obiettivi del corso

Il corso permette di acquisire conoscenze teoriche e competenze pratiche per:

  • Accogliere e supportare le famiglie colpite da una perdita perinatale con competenza e sensibilità.
  • Promuovere un accompagnamento rispettoso, riconoscendo le esigenze individuali nel percorso di lutto.
  • Integrare le conoscenze più aggiornate in ambito psicologico e psicotraumatologico, ostetrico e assistenziale.
  • Diffondere una migliore consapevolezza e cultura del lutto perinatale nei contesti sanitari e sociali
  • Lavorare in rete in ottica integrata e multidisciplinare con le varie figure professionali, che accompagnano le donne e le coppie nel percorso di elaborazione del lutto e nelle nuove genitorialità

Temi del corso

Primo modulo – Il sostegno delle donne, delle coppie e delle famiglie con esperienza di lutto perinatale: presentazione e inquadramento del modello salutogenico e trauma orientato

Secondo modulo – Infertilità

Terzo modulo – Aborto spontaneo

Quarto modulo – L’interruzione di gravidanza per patologia

Quinto modulo – Morte in utero

Sesto modulo – Morte post-natale

Settimo modulo – Il lutto nel tempo perinatale

Ottavo modulo – Psicotraumatologia del lutto perinatale

Nono modulo – Prevenzione, diagnosi e trattamento del lutto complicato

Decimo modulo – Nuovamente in attesa: gravidanza e genitorialità dopo un lutto perinatale

Undicesimo modulo (in diretta) – analisi e concettualizzazione di casi clinici portati dalle nostre docenti

Dodicesimo modulo (in diretta) – analisi e concettualizzazione di casi clinici portati dai corsisti

Tredicesimo modulo (in diretta) – presentazione del lavoro finale in piccoli gruppi.

 

Direzione scientifica

Dottoressa Claudia Ravaldi, psichiatra, psicoterapeuta, dottoressa di ricerca in neuroscienze, master in storia e tecniche della letteratura per l’infanzia, Fondazione CiaoLapo

Professor Alfredo Vannacci, medico farmacologo e tossicologo, Università degli Studi di Firenze, Fondazione CiaoLapo

Docenti

I docenti del corso sono professionisti e professioniste specialiste in ginecologia, ostetricia, psichiatria, psicoterapia e counseling nella relazione d’aiuto con esperienza pluriennale certificata sul lutto perinatale, sia dal punto di vista della ricerca, sia dal punto di vista della clinica e del sostegno sul campo.

Iscrizione e costi

L’iscrizione al corso comprende:

  • 13 moduli didattici su piattaforma Moodle (10 registrati, 3 in diretta)
  • accesso alle registrazioni dal 13 Marzo al 31 ottobre 2026
  • materiale didattico
  • due ore di tutoraggio (nel periodo tra il 21 settembre al 2 ottobre) per la stesura del caso clinico finale

Il completamento del corso permette inoltre di:

  • accedere alle 30 ore di supervisione necessarie per l’iscrizione al registro PerLA (PERinatal Loss Assistant) della Fondazione CiaoLapo

Early Bird: il costo per l’iscrizione è 400 euro fino al 31 gennaio 2026

Dal 1° Febbraio 2026 la quota di iscrizione sarà di 500 euro

ATTENZIONE: Sono disponibili 80 posti: le domande di iscrizione, complete in ogni loro parte, saranno accettate in ordine di arrivo.

Non sono previsti crediti ECM

Scadenza iscrizioni

Le iscrizioni saranno chiuse al completamento degli 80 posti, e in ogni caso entro e non oltre il 1° giugno 2026

Iscriviti a questa pagina.


Il registro PerLA – Perinatal Loss Assistant

Il registro PerLA – Perinatal loss assistant, raccoglie gli operatori sanitari ed i professionisti della relazione d’aiuto che hanno completato la formazione sul lutto perinatale certificata dalla Fondazione CiaoLapo

Per ottenere la certificazione PerLA, il professionista deve completare il percorso formativo di 50 ore e svolgere nel biennio successivo 30 ore di supervisione dei casi.

Il registro PerLA  sarà utilizzato come elenco di riferimento dei professionisti con formazione certificata sul lutto perinatale, per le coppie che si rivolgono alla nostra Associazione.

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The LISTEN (Lactation Support afTer pEriNatal loss) Project:
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I risultati dello studio LISTEN

by Fondazione CiaoLapo 23/12/2025
written by Fondazione CiaoLapo

Lo studio LISTEN (Lactation Support afTer pEriNatal loss) si è chiuso nel dicembre 2023 con la partecipazione di 1227 operatori sanitari coinvolti nell’assistenza al lutto perinatale, distribuiti su tutto il territorio nazionale. I risultati sono stati pubblicati il 23 dicembre 2025 sul Journal of Midwifery & Women’s Health con il titolo «The LISTEN (Lactation Support afTer pEriNatal loss) Project: Pathways of Loss and Lactation Care in Italy», a firma di Claudia Ravaldi, Laura Mosconi, Alfredo Vannacci e di un gruppo di colleghe e colleghi delle Università di Firenze, Verona, Parma, Tor Vergata di Roma e Politecnica delle Marche, in collaborazione con la Fondazione CiaoLapo.

Si tratta del primo studio italiano dedicato in modo specifico alla gestione della lattazione dopo una perdita perinatale, un tema che, pur avendo importanti implicazioni cliniche, emotive e relazionali, è rimasto a lungo ai margini sia delle linee guida sia della formazione degli operatori. La fisiologica comparsa della montata lattea dopo la morte di un bambino atteso o appena nato pone infatti la donna di fronte a una sofferenza che non è soltanto fisica, e che richiede un’assistenza informata, rispettosa e personalizzata. Le opzioni disponibili (soppressione farmacologica, soppressione fisiologica, donazione del latte) hanno significati e implicazioni diverse, e la scelta dovrebbe sempre nascere da un processo di shared decision making, fondato su un’informazione completa e tempestiva.

Il campione

Il campione è composto in larghissima maggioranza da donne (97,5%) e da ostetriche (76,8%), seguite da infermiere/i (12,8%), medici (6,6%), psicologhe/i (1,6%) e altre figure professionali. Circa la metà degli operatori (51,4%) ha meno di dieci anni di esperienza, e l’80,2% lavora in ospedali pubblici, prevalentemente in sala parto e in reparto di maternità. Più di metà del campione ha assistito direttamente a casi di morte endouterina (69,7%) o di morte neonatale (53,1%).

Formazione e linee guida: un primo paradosso

Un primo dato che emerge dalla lettura dei risultati è la discrepanza tra la formazione ricevuta e l’organizzazione dei reparti. Il 60,2% degli operatori ha frequentato un corso di formazione specifica sul lutto perinatale, e ne ha valutato l’utilità in modo molto elevato (4,7 su 5). Tuttavia, soltanto il 42,5% riferisce di disporre, sul proprio luogo di lavoro, di una linea guida formalizzata per l’assistenza al lutto perinatale, e solo il 31,5% riferisce l’esistenza di un percorso strutturato di sostegno psicologico per i genitori. Tra coloro che indicano la presenza di una linea guida, il 33,3% non sa con precisione da quanto tempo essa sia in vigore. La percezione di utilità di una linea guida, nelle parole dei rispondenti, è altissima (4,8 su 5): il problema, dunque, non è la disponibilità degli operatori ad applicarla, ma l’assenza diffusa di un quadro di riferimento istituzionale.

La gestione del lutto perinatale è descritta come emotivamente molto faticosa in entrambi gli scenari studiati (7,7 su 10 per la morte endouterina, 7,8 su 10 per la morte neonatale), mentre la difficoltà clinica è leggermente maggiore nei casi di morte neonatale rispetto alla morte in utero (5,3 contro 4,9). Gli operatori che hanno seguito una formazione specifica riportano una difficoltà emotiva lievemente inferiore, un dato in linea con quanto già osservato negli studi CLASS, BLOSSoM e STRONG, che hanno mostrato il ruolo protettivo della formazione rispetto al burnout e ai sintomi post-traumatici.

 

Lattazione dopo una perdita: un’area ancora opaca

Il cuore dello studio LISTEN riguarda la gestione della lattazione dopo la perdita. Gli operatori si attribuiscono un livello di formazione modesto sulle tecniche di soppressione della lattazione (in media 2,7 su 5). Circa un quarto del campione riferisce di non aver fornito alcuna informazione sulla gestione della lattazione, pur avendone avuto l’opportunità: una parte non sapeva cosa dire, un’altra non aveva mai riflettuto sul tema, e una quota significativa (9,6% nei casi di morte endouterina e 8,4% nei casi di morte neonatale, per un totale di 78 operatori) non considera la consulenza sulla lattazione come parte delle proprie responsabilità professionali. Quest’ultima posizione è più frequente fra medici (13,6%) e psicologi (10,0%) e meno frequente fra infermieri (7,6%) e ostetriche (5,6%).

Sulla scelta del momento più appropriato per parlare di lattazione, il 64,7% degli operatori ritiene corretto farlo entro le 24 ore dal parto, il 12,2% prima del parto, il 10,4% subito dopo, mentre il 7,8% affronta l’argomento solo se è la donna a chiederlo. Le linee guida internazionali raccomandano invece di proporre l’informazione al momento della diagnosi, per garantire alla donna il tempo necessario a una scelta consapevole.

Quanto al tipo di informazioni fornite, il dato più netto è la prevalenza assoluta della soppressione farmacologica: viene discussa nell’89,5% dei casi di morte endouterina e nell’83,8% dei casi di morte neonatale. Le complicanze (ingorgo, mastite, perdite di latte) sono affrontate da circa il 62% dei rispondenti. La donazione del latte, invece, viene proposta soltanto dal 21,8% degli operatori dopo una morte endouterina e dal 25,4% dopo una morte neonatale, una proporzione molto bassa se si considera che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di banche del latte umano donato. La distanza tra la disponibilità di risorse e l’effettiva offerta di informazioni alle famiglie suggerisce che la criticità sia di natura culturale e formativa, non logistica.

Sull’efficacia delle diverse strategie di gestione della lattazione, l’espressione manuale è quella considerata più utile dai rispondenti, mentre le fasciature compressive sono giudicate poco efficaci, in coerenza con la letteratura internazionale, che non riconosce evidenze a sostegno degli interventi non farmacologici se confrontati con il non intervento. La terapia farmacologica resta, ad oggi, l’unico approccio basato su prove di efficacia, da offrire insieme alla possibilità di donazione del latte secondo un modello di scelta condivisa.

Le informazioni scritte da consegnare alla donna alla dimissione sono quasi assenti: solo il 15,8% degli operatori riferisce di consegnare materiale informativo dedicato, pur considerandolo utile. Il follow-up post-dimissione, infine, è descritto come carente dal 78,2% del campione: solo il 21,8% degli operatori riferisce l’esistenza di un percorso strutturato di accompagnamento successivo, e solo il 28,1% conosce un servizio ambulatoriale dedicato sul proprio territorio.

 

Le voci degli operatori

Lo studio ha previsto anche un’analisi qualitativa di domande aperte, alle quali ha risposto il 76,2% del campione. Dalle risposte emergono temi ricorrenti, che gli operatori di CiaoLapo conoscono bene per esperienza quotidiana: la centralità della comunicazione, la difficoltà di trovare le parole, il bisogno di empatia e di mantenere al tempo stesso un confine professionale, la condivisione del dolore, il senso di impotenza, gli ostacoli burocratici e, in modo specifico nei casi di morte endouterina, il silenzio come simbolo dell’assenza e del tabù sociale che ancora circonda questi eventi. Numerosi operatori riportano, nel rispondere al questionario, di aver riflettuto per la prima volta in modo strutturato sulla lattazione dopo la perdita, e chiedono protocolli, formazione continua e sostegno psicologico per sé stessi.

 

Cosa ci dice LISTEN, e dove va il nostro lavoro

I risultati di LISTEN confermano alcune delle ipotesi che, da anni, orientano il lavoro della Fondazione, e ne aggiungono di nuove.

Il primo elemento è che la formazione specifica funziona: dove c’è, le difficoltà emotive si attenuano e la qualità dell’assistenza riferita aumenta. Il secondo è che la formazione, da sola, non basta: senza linee guida formalizzate sui luoghi di lavoro, e senza percorsi strutturati di sostegno psicologico e di follow-up, anche gli operatori più preparati operano in condizioni di solitudine clinica. La pubblicazione, nel febbraio 2023, delle Raccomandazioni nazionali sulla gestione della morte endouterina fetale, alla cui stesura la Fondazione ha contribuito, rappresenta un primo passo verso questa direzione, ma il documento, come riconosciuto dagli stessi autori, dedica un’attenzione limitata alla gestione della lattazione: i dati di LISTEN suggeriscono che questa lacuna debba essere colmata.

Il terzo elemento riguarda la donazione del latte. La distanza tra la rete italiana delle banche del latte umano donato e l’effettiva proposta di questa opzione alle donne in lutto indica che esiste uno spazio formativo e culturale ampio, sul quale la Fondazione intende lavorare nei prossimi anni in continuità con la propria attività di ricerca e di formazione, anche attraverso il Laboratorio PeaRL dell’Università degli Studi di Firenze.

Il quarto elemento, infine, è quello che gli stessi rispondenti hanno espresso con maggior chiarezza: la continuità delle cure, dalla diagnosi al follow-up territoriale, non può essere considerata un’aggiunta facoltativa. È parte costitutiva di un’assistenza rispettosa, e la sua assenza è oggi, in Italia, uno dei nodi più urgenti su cui intervenire.

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Lo studio UNSURENESS

by Fondazione CiaoLapo 14/08/2025
written by Fondazione CiaoLapo

Una gravidanza successiva a una morte perinatale non è mai “una gravidanza come le altre”. È un percorso complesso, in cui si intrecciano emozioni intense — dolore, paura, speranza — e bisogni clinici specifici. La cura di queste gravidanze richiede attenzione, continuità, competenze tecniche e sensibilità comunicativa.

Il nostro nuovo studio, UNSURENESS (sUpportiNg subSeqUent pREgnaNcy after pErinatal loSS), pubblicato su Journal of Clinical Medicine, indaga come gli operatori sanitari italiani affrontano questa sfida.


Perché questo studio

Ogni anno, in Italia, centinaia di famiglie vivono una morte perinatale. Più della metà intraprende una nuova gravidanza entro un anno. In questo contesto, il ruolo degli operatori sanitari è cruciale: accompagnare i genitori significa non solo garantire la sorveglianza clinica, ma anche riconoscere e accogliere il lutto, costruire fiducia, favorire decisioni condivise e sostenere il benessere psicologico.

Nonostante l’esistenza di raccomandazioni da parte delle società scientifiche, in Italia mancano linee guida nazionali vincolanti e percorsi strutturati. L’UNSURENESS Study nasce per fotografare la situazione attuale e individuare i principali bisogni formativi e organizzativi.


Come è stato condotto

Abbiamo realizzato un’indagine nazionale online (agosto 2023 – febbraio 2024) rivolta agli operatori sanitari che si occupano di gravidanze successive a un lutto perinatale.
Hanno partecipato 200 professioniste, in prevalenza ostetriche, provenienti da tutta Italia. Il questionario esplorava esperienza professionale, formazione ricevuta, approcci comunicativi e criteri di gestione clinica.


Cosa abbiamo trovato

  • Formazione insufficiente: solo un terzo delle partecipanti aveva ricevuto una formazione specifica su come assistere queste gravidanze.
  • Aspetti prioritari: affrontare con i genitori la perdita precedente, instaurare una relazione di fiducia, condividere le decisioni cliniche e fornire informazioni complete.
  • Sfide principali: gestire le paure dei genitori e offrire rassicurazioni adeguate.
  • Criteri decisionali: la continuità assistenziale e il rispetto delle preferenze dei genitori sono risultati più influenti delle linee guida o dell’evidenza scientifica.
  • Collaborazione multidisciplinare: diffusa, ma con un’integrazione ancora disomogenea del supporto psicologico nei percorsi di cura.

Perché è importante

Dalla nostra indagine emerge con chiarezza la necessità di:

  • Formazione strutturata e trauma-informed per tutti i professionisti coinvolti;
  • Linee guida nazionali che garantiscano uniformità e qualità dell’assistenza;
  • Integrazione stabile del supporto psicologico in tutti i setting di cura;
  • Percorsi di continuità assistenziale che accompagnino la famiglia dal pre-concepimento al post-partum.

Investire in queste aree significa ridurre il rischio di nuove traumaticità, migliorare l’esperienza di cura e contribuire al benessere a lungo termine di genitori e bambini.


📄 Leggi l’articolo completo (Open Access): Management of Subsequent Pregnancy After Perinatal Death: Results from the UNSURENESS Study

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Alta Formazione

Memory Box: assistenza ospedaliera al lutto perinatale – Primo Aggiornamento

by Fondazione CiaoLapo 01/07/2025
written by Fondazione CiaoLapo

A tre anni dall’avvio del corso di formazione Memory Box: l’assistenza ospedaliera trauma-orientata al lutto perinatale (2022), la Fondazione CiaoLapo presenta il primo corso di aggiornamento dedicato a chi ha già completato il percorso base e desidera rinnovare la propria certificazione.

Il corso, ideato e promosso dalla Fondazione CiaoLapo nell’ambito del progetto Memory Box, è offerto gratuitamente a tutti gli operatori e operatrici ospedalieri di area materno-infantile e a studenti e studentesse di area sanitaria perinatale, in continuità con la formazione iniziata nel 2022.

 

Tre anni di Memory Box: il punto di partenza

In tre anni di attività il corso base ha certificato oltre 4.000 operatori e operatrici in tutta Italia, e 41 reparti ospedalieri sono stati iscritti al registro Footprint, lo strumento con cui la Fondazione riconosce i centri che hanno raggiunto almeno il 70% del personale formato sull’assistenza trauma-orientata al lutto perinatale.

Le regioni più attive nel triennio sono state Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, con presidi anche in Sardegna e in altre aree del Paese. I riscontri raccolti dai partecipanti hanno restituito un’immagine coerente: un corso percepito come pratico, chiaro, profondo, capace di offrire strumenti spendibili nella quotidianità clinica e, al tempo stesso, di toccare nel profondo chi lo segue (molti corsisti lo hanno descritto come «un percorso emozionale che ti lascia dentro qualcosa che non dimentichi»).

 

Perché un aggiornamento, e perché ora

La certificazione del corso Memory Box ha validità triennale. Il rinnovo avviene tramite un breve aggiornamento FAD di circa due ore, che permette di mantenere attivo l’attestato per il triennio successivo senza dover ripetere l’intero corso base.

La scelta di un aggiornamento ogni tre anni risponde a una ragione precisa: la ricerca scientifica sulla salute mentale perinatale, sul lutto prolungato e sull’assistenza rispettosa si sta muovendo con un ritmo sostenuto, e ciò che era stato detto nel 2022 oggi va integrato con nuove linee guida, nuove evidenze, nuovi strumenti. Tornare periodicamente sui contenuti consente di rinforzare i punti consolidati e di rivedere quelli che, nel frattempo, sono diventati superati.

 

Il programma del primo aggiornamento

Il corso è articolato in un modulo introduttivo, tre moduli didattici, un modulo conclusivo e un breve esercizio di verifica, per una durata complessiva di circa due ore. Il programma:

  1. Introduzione. I primi tre anni del progetto Memory Box, le opinioni di chi ha frequentato il corso, il registro Footprint e l’introduzione di una novità importante: l’appuntamento annuale di supervisione con i referenti del progetto nei singoli reparti.
  2. L’assistenza ad aborto e morte perinatale nell’ultimo triennio: cosa è cambiato? Una panoramica sull’epidemiologia, sulle nuove linee guida (incluse quelle pubblicate dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists nel 2024), sulle evidenze emerse, sulle nuove prospettive di ricerca e sui lavori condotti in questi anni dal nostro gruppo di ricerca.
  3. L’importanza della presa in carico continuativa: lutto perinatale e salute mentale. Un focus sulla salute mentale perinatale, sul lutto come fattore di rischio, sulla tutela dei primi mille giorni nella gravidanza dopo un lutto e sui progetti di CiaoLapo dedicati a questo ambito.
  4. Due casi clinici esemplificativi. Roberto ed Elisa, due storie che permettono di vedere in concreto, i temi della salute mentale, del lutto prolungato, del rischio di complicanze e della gravidanza successiva alla perdita.
  5. Conclusioni. Take home message, bibliografia di riferimento, presentazione dei corsi di alta formazione della Fondazione e indicazioni su come sostenere le nostre attività.

Una novità: la supervisione annuale per i referenti

Tra le novità di questo aggiornamento, la più rilevante sul piano organizzativo riguarda l’introduzione di due incontri annuali di supervisione rivolti ai referenti del progetto Memory Box nei singoli reparti. L’appuntamento si terrà ogni anno a marzo e ad ottobre, in modalità online, e sarà l’occasione per condividere buone pratiche, criticità, situazioni rimaste in sospeso e percorsi da migliorare.

La logica di fondo è semplice e, allo stesso tempo, ambiziosa: una rete sanitaria attorno al lutto perinatale non si costruisce con la sola formazione individuale, ma con nodi che si incontrano periodicamente, si rinsaldano e danno forza ai punti più fragili. Il primo incontro pilota, svoltosi il 20 maggio 2025, ha visto la partecipazione di oltre trenta referenti, segno che il bisogno di confronto continuativo, in questo ambito, è reale e diffuso.

 

A chi è rivolto il corso

Il corso di aggiornamento è rivolto a tutti gli operatori e le operatrici ospedaliere di area materno-infantile (medici, ostetriche, infermiere, psicologhe, assistenti sociali) che hanno già completato il corso base Memory Box e che desiderano rinnovare la certificazione, oltre che agli studenti e alle studentesse di area sanitaria perinatale che intendano seguire un percorso completo di formazione.

Per chi non avesse ancora frequentato il corso base, l’iscrizione resta aperta sulla piattaforma della Fondazione: l’aggiornamento, infatti, presuppone la conoscenza dei contenuti affrontati nelle dieci lezioni del 2022 (il lutto perinatale, l’approccio trauma-orientato, la comunicazione della diagnosi, la gestione del ricovero, le scelte condivise, la respectful care, l’incontro con il bambino morto, la memory box come strumento, il follow-up).

 

Iscrizioni e modalità

Il corso è completamente gratuito e si svolge in modalità FAD (Formazione a Distanza) sulla piattaforma della Fondazione CiaoLapo. Una volta avviato, ciascun partecipante avrà 30 giorni di tempo per completarlo, in coerenza con la capienza della piattaforma e con la necessità di ruotare l’accesso fra tutte le persone iscritte. Qualora per ragioni personali, familiari o professionali, l’iscritto non riuscisse a rispettare questo tempo, la Fondazione si impegna come sempre a garantire la possibilità di riprendere il corso in un secondo momento.

Le iscrizioni sono gestite direttamente dalla Fondazione; gli operatori che hanno ottenuto la prime certificazione saranno automaticamente iscritti al corso di aggiornamento in gruppi di 300 ogni due mesi.

 

Un grazie a chi ha reso possibile tutto questo

Questo aggiornamento è il frutto del lavoro di tutta la nostra équipe, ma soprattutto della disponibilità delle migliaia di colleghi e colleghe che, in questi tre anni, hanno scelto di formarsi, di applicare nella propria pratica quotidiana ciò che hanno appreso e di portare nei propri reparti una cultura dell’assistenza più rispettosa, più consapevole e più aderente alle evidenze scientifiche internazionali. Continuare a imparare insieme, e a fare rete, è il modo concreto con cui possiamo offrire alle famiglie che incontrano una perdita perinatale un’assistenza degna di questo nome, in ogni reparto e in ogni regione del Paese.


Corso ideato e curato dalla Dottoressa Claudia Ravaldi (Medica, Psichiatra e Psicoterapeuta) e dal Professor Alfredo Vannacci (Farmacologo e Tossicologo), nell’ambito del progetto Memory Box della Fondazione CiaoLapo.

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La Presidente

La Presidente

Claudia Ravaldi

La Fondazione CiaoLapo ETS è uno spinoff della Associazione APS CiaoLapo ETS fondata nel 2006 da Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci per il sostegno al lutto dei genitori.
La Fondazione CiaoLapo si occupa di ricerca e formazione nel settore della medicina perinatale, con particolare riferimento alle gravidanze a rischio ed alla perdita in gravidanza e dopo la nascita.

Tag

aborto (1) allattamento (1) assistenza (4) burnout (2) covid (5) lutto perinatale (1) morte perinatale (1) neonatologia (1) ostetricia (1) psicologia perinatale (2) psicotraumatologia (1) salute perinatale (4) vaccini (3)

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